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Propilei
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top
I mwewPropilei (mwfain greco antico Προπύλαια?, Propýlaia) sono l'ingresso monumentale dell'mwfqacropoli di Atene.cite-ref-ysma-2-0[2] L'edificio in mwggmarmo pentelico fu impostato nell'ambito del programma edilizio di mwgwPericle e innalzato in cinque anni, tra il 437 a.C. e il 432 a.C., secondo la tradizione antica che attribuisce il progetto all'architetto mwhaMnesicle.cite-ref-stevens-pp-443-3-0[3]cite-ref-plut-pericle13-7-4-0[4]

Il complesso combina un ordine esterno mwjgdorico con elementi interni mwjwionici, secondo un progetto che rimase incompiuto a causa dell'avvio della mwkaguerra del Peloponneso.cite-ref-ysma-2-1[2] In età medievale l'accesso fu trasformato e fortificato; il corpo centrale subì gravi danni nei Seicento, mentre tra XX e XXI secolo il monumento è stato oggetto di estesi interventi di restauro e mwlqanastilosi.cite-ref-5[5]

La parola προπύλαια (mwmwin latino mwnapropylaeum) è l'unione del mwnqprefisso πρό ("prima" o "di fronte a") coll'aggettivo πύλαιος, derivato di πύλη ("cancello"), e significa letteralmente "ciò che sta davanti al cancello"; il termine, però, è venuto a indicare semplicemente un edificio d'ingresso:cite-ref-6[6] per estensione sono stati chiamati «mwogpropilei» anche altri mwowmonumenti dello stesso tipo.

Contents

Storia
Note

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Storia

Un ingresso monumentale all'Acropoli è attestato fin dall'età arcaica e classica; il sistema d'accesso fu ripensato nel V secolo a.C. nel quadro del riassetto occidentale dell'altura e dei percorsi della mwpwVia Panatenaica.cite-ref-7[7]

I Propilei in mwrqmarmo pentelico furono iniziati nel 437 a.C. e sostituirono l'accesso precedente, secondo un progetto unitario che comprendeva un corpo centrale con sei colonne doriche su ciascuna fronte e due ali laterali; i lavori furono sostanzialmente arrestati nel 432 a.C.cite-ref-stevens-pp-443-3-1[3] L'attribuzione del progetto a mwsgMnesicle e la durata quinquennale del cantiere sono ricordate da mwswPlutarco (mwtaPericle 13.7), che menziona il completamento dell'opera in cinque anni sotto la sua direzione.cite-ref-plut-pericle13-7-4-1[4] Le fasi di cantiere mostrarono adattamenti del disegno alle difficoltà topografiche del versante occidentale e alla necessità di conciliare componenti doriche e ioniche; parte del programma rimase incompiuto con lo scoppio della mwuqguerra del Peloponneso nel 431 a.C.cite-ref-ysma-2-2[2]

Medioevo

Nel mwxwMedioevo l'accesso all'acropoli fu trasformato in un complesso fortificato. Dopo la mwyaquarta crociata e la nascita del mwyqDucato di Atene (1205–1458), i Propilei furono inglobati nel palazzo dei duchi d'Atene, con trasformazioni che alterarono alcune parti del fronte classico. Sull'ala meridionale del complesso svettava la mwygTorre Franca, dominante nelle vedute tra XVII e XIX secolo; fu demolita nel 1875, per liberare i Propilei dalle costruzioni che li avevano inglobaticite-ref-8[8].

In epoca mwaaumanista i Propilei furono visti e disegnati da mwaqCiriaco d'Ancona, mercante-umanista considerato iniziatore dell'mwagepigrafia moderna, che salì all'acropoli per riconoscere quanto restava degli antichi monumenti descritti dagli autori classici. Riconobbe inoltre nell'antica acropoli quella che era spesso indicata come "Rocca di Atene" e identificò la chiesa di Santa Maria con il mwawPartenone. Ciriaco descrisse i Propilei in una lettera del 1444; quando li vide, essi erano ormai inclusi nel palazzo del fiorentino mwbaNeri II Acciaiuoli, mwbqduca d'Atene, con sovrastrutture tali da renderli in gran parte irriconoscibili. Cionondimeno, egli cercò di distinguere e descrivere le strutture antiche inglobate nel palazzocite-ref-9[9].

mwcwPiero della Francesca poté consultare i manoscritti di Ciriaco nel 1454, durante un suo soggiorno ad mwdaAncona, dove si era recato per dipingere uno mwdqSposalizio della Vergine in una cappella del mwdgDuomo; nella storiografia moderna le architetture della sua celebre mwdwmweaFlagellazione sono state anche messe in rapporto con i disegni dei Propilei tramandati da Ciriaco d'Anconacite-ref-10[10].

Età moderna

Il corpo centrale subì danni gravissimi nel 1640, quando un mwfwfulmine colpì la mwgapolveriera stivata nell'edificio centrale provocando un'esplosionecite-ref-ysma-2-3[2]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] che distrusse una grande parte della copertura e delle strutture superioricite-ref-acm-coffer-13-0[13]. Ulteriori danni si ebbero durante l'mwkqassedio veneziano del 1687: il 22 settembre esplose una piccola polveriera nei Propilei (probabilmente nella mwkgPinacoteca), episodio che precedette di un giorno i gravi danni inferti al mwkwPartenone dal colpo di mwlamortaiocite-ref-14[14].

Restauri

Nel XX secolo Nikolaos Balanos avviò un primo grande restauro (1909–1917) che impiegò ampiamente elementi metallici e altre tecniche poi oggetto di critiche. Dal 1981 il Comitato per la Conservazione dei Monumenti dell'Acropoli (CCAM/YSMA) ha impostato un nuovo programma pluridecennale, con smontaggi, consolidamenti e reimpieghi di blocchi, che comprende la rimozione degli inserti ferrosi ossidati e l'adozione di giunzioni in mwnatitanio.cite-ref-15[15]

Tra il 1990 e il 2003 furono smontati e restaurati oltre 190 blocchi della sopraelevazione del corpo centrale (tralicci e mwoglacunari dei soffitti compresi), con ricomposizione e reintegrazione controllata dell'apparato, proseguendo poi con ulteriori interventi nel primo decennio del XXI secolo.cite-ref-16[16]

Descrizione

I Propilei sono costruiti in mwxgmarmo pentelico con impieghi mirati di calcare scuro mwxweleusino e presentano un corpo centrale affiancato da due ali laterali, con facciate esterne doriche e articolazione interna mwyaionica, secondo uno schema che integra mwyqordini architettonici differenti in un unico organismo di passaggio monumentale.cite-ref-ysma-2-4[2] All'interno, un muro trasverso con cinque aperture simmetriche divide l'edificio in settore occidentale e orientale, mentre tre coppie di colonne ioniche disposte su file parallele scandiscono tre mwzgnavate nel tratto occidentale, più profondo, risolvendo il dislivello del percorso d'accesso.cite-ref-ysma-2-5[2]

Il mw1avestibolo centrale misura circa 13,55 m di profondità (dalle colonne alla parete con le porte) e 18,13 m di larghezza tra le murature laterali.cite-ref-cita-shear-2016-pp-273-328-17-0[17] L'ala settentrionale comprendeva una sala rettangolare con mw2qportico mw2gprostilo mw2wdorico e presenta dimensioni complessive di circa 15,73 × 11,59 m, valori utili a chiarire la scala dell'insieme e i rapporti proporzionali con il corpo centrale.cite-ref-cita-shear-2016-pp-273-328-17-1[17] L'ala nord era tradizionalmente detta "mw4aPinacoteca": le fonti antiche ricordano, alla sinistra dei Propilei, un «edificio con pitture» (οἴκημα ἔχον γραφάς): secondo mw4qPausania (I, 22, 6) vi erano dipinti con soggetti mitici, tra cui mw4gDiomede che sottrae il mw4wPalladio da mw5aTroia, mw5qOdisseo a mw5gLemno che prende l’arco di mw5wFilottete, mw6aOreste che uccide mw6qEgisto e mw6gPolissena condotta al sacrificio.cite-ref-18[18]

L'ala meridionale ebbe in facciata un portico dorico prostilo, ma non fu completata con un ambiente retrostante, verosimilmente per il rispetto dei limiti del mw8asantuario di Atena Nike, come indicano le tracce planimetriche e l'assetto dell'area.cite-ref-ysma-2-6[2]

Le coperture del corpo centrale erano impostate su mw9gtravi e mw9wlacunari marmorei con cassettonati dipinti; i pannelli conservati mostrano decorazioni con stelle dorate su fondo blu e profili a cornice, documentando la qualità della finitura policroma originaria.cite-ref-acm-coffer-13-1[13]

Influenza culturale

In mw-wEtà moderna e mwaqacontemporanea il complesso ateniese è divenuto un riferimento diretto per l'mwaqearchitettura neoclassica dei portali urbani monumentali, in particolare nell'area germanica, dove fu assunto come modello colto alternativo all'mwaqiarco trionfale di tradizione romana.cite-ref-denkmaldatenbank-berlin-de-19-0[19]

Un caso emblematico è la mwaqgPorta di Brandeburgo (1788–1791) di mwaqkCarl Gotthard Langhans, il cui progetto fu esplicitamente modellato sui Propilei dell'Acropoli, riprendendone la fronte dorica a sei colonne e l'impianto a più passaggi; tale ripresa dell'antico greco inaugurò un linguaggio destinato a influenzare a lungo l'architettura mwaqoberlinese.cite-ref-denkmaldatenbank-berlin-de-19-1[19]

Sulla scia del modello ateniese, il re mwaraLudovico I di Baviera affidò a mwareLeo von Klenze la realizzazione dei mwarimwarmPropyläen al mwarqKönigsplatz di mwaruMonaco: un monumento parte dell'insieme classico della piazza, costruito tra il 1848 e il 1862 e concepito come porta monumentale a carattere commemorativo, legato anche alla Grecia contemporanea;cite-ref-20[20] il completamento dell'opera è del 1862, come chiusura monumentale del lato occidentale della piazza.cite-ref-21[21]

Nella mwar8Grecia indipendente il termine mwasapropylaea è stato ripreso anche per identificare il fronte monumentale dell'mwaseUniversità di Atene, divenuto nel tempo uno spazio civico simbolico per cerimonie, raduni e manifestazioni pubbliche.cite-ref-22[22]

Note

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Bibliografia

Fonti primarie

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• citerefplutarco-1916(EN) Plutarco, Plutarch's Lives, Vol. III: Pericles and Fabius Maximus. Nicias and Crassus, Cambridge, MA, Harvard University Press (Loeb Classical Library 65), 1916.

Fonti secondarie

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• citereftanoulas-1987(EN) Tasos Tanoulas, The Propylaea of the Acropolis at Athens since the seventeenth century: their decay and restoration (PDF), in Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts, vol. 102, 1987, pp. 413–483.
• citereftanoulas-2007(EN) Tasos Tanoulas, The Restoration of the Superstructure of the Propylaia Central Building: Study and Intervention (PDF), in ISPRS Archives, XXXVI-5/C53, 2007, pp. 1–5.

Voci correlate

• mwafwPropileo

Altri progetti

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• Wikizionario
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Collegamenti esterni

• Propilei, su archINFORM.
• (EN) Propilei, su Structurae.
• citerefarachne(DE) Propilei, su Arachne.
• mwagmAcropolis, Athens, su UNESCO World Heritage Centre, UNESCO, 2025.